I “noi diciamo” di Giorgia della Garbatella – prima parte

Venghino signori, venghino, non siamo qui per vendere ma per regalare, benzina e gasolio per tutti a prezzi scontatissimi: «perché è uno scandalo che le tasse dello Stato Italiano compromettano così la nostra economia. Quando io faccio 50 euro di benzina, il grosso deve finire nella mia macchina, non in quella dello Stato». E se lo dice Giorgia, perché lei è una donna, madre, cristiana e italiana, non possiamo avere dubbi, è un dogma di fede, come la verginità di Maria. Diciamo, però, che dal 1 gennaio 2026 il governo ha fatto una delle sue furbate; Palazzo Chigi ha allineato le accise su benzina e gasolio col risultato, per le casse pubbliche, di maggiori entrate paria a 550 milioni di euro solo per il 2026. Perché? Perché, diciamo, il volume di vendita del gasolio è maggiore di quello della benzina, quindi, diciamo, che se l’accisa sulla benzina è diminuita di circa 4 centesimi al litro, e il gasolio è aumentato dello stesso importo, l’allineamento ha alleggerito il portafoglio dei cittadini. Ma poi, diciamolo, facendo un passo indietro, Giorgia non doveva abolire le accise? Lei dice di no, perché il video nel quale prometteva il taglio – reperibile su YouTube – è stato girato nel 2019 e nel mentre, diciamolo, il mondo è cambiato. Infatti, continua la Meloni, nell’ultima campagna elettorale non ha promesso di abolire le accise, «banalmente perché sapevo qual era la situazione davanti alla quale mi sarei trovata». Giorgia Meloni dice la verità? No, assolutamente NO! Diciamo che nel programma elettorale di Fratelli d’Italia –  oggi introvabile sul sito del partito1 – nel paragrafo 17, titolato “Energia pulita, sicura e a costi sostenibili”, dal rigo 9 si legge:”Sterilizzazione delle entrate dello Stato da imposte su energia e carburanti e automatica riduzione di Iva e accise”. Diciamo, allora, che la domanda sorge spontanea: se Giorgia conosceva, sempre banalmente, la (tragica?) situazione nella quale versano le casse dello Stato, perché nel programma elettorale ha promesso l’automatica riduzione delle accise? Riepilogando, diciamolo, Giorgia Meloni non ha abolito le accise, bensì, le ha aumentate. Quanto a mancate promesse è in buona compagnia del leghista Matteo Salvini, convertito a “Roma ladrona” sull’autosole A1; anche lui nella terza camera TV aveva promesso, già dal 2018 e in presenza del conduttore e di qualche migliaio di telespettatori, il suo «impegno concreto realizzabile fattibile: voi sapete quante tasse si porta via lo Stato italiano su ogni litro di benzina? Più della metà! La benzina che voi fate per andare a lavorare se ne va in accise, se ne va in tasse. Cosa  faccio se vinco le elezioni? Non ho bacchette magiche, però faccio giustizia e taglio. Dal 5 marzo, se mi date fiducia, taglio, via (le accise per) l’Etiopia, Suez, Vaiont, Firenze, Belice, Friuli e Irpinia. Riduciamo la tassa più alta d’Europa sulla benzina e lasciamo euro in più nelle tasche dei cittadini, che quegli euro li spendono, e se li spendono comprando qualcosa, lo Stato incassa  e il lavoro riparte». Diciamo anche che Giorgia non si è arresa e ha spiegato perché ha cambiato idea e ha deciso di non abolire le accise:«Tagliare le accise sulla benzina è una misura che aiuta tutti, che aiuta tutti indipendentemente della condizione economica che hanno. Cioè io taglio le accise sulla benzina indifferentemente a chi ha un’utilitaria, e ha uno stipendio medio-basso, e a chi ha un’auto di lusso. Per paradosso aiuto più quello che ha l’auto di lusso perché l’auto di lusso, che ha un’altra cilindrata, consuma molta più benzina». A chi importa se il costo del carburante pesa duramente sulle famiglie a basso reddito e sui lavoratori? In conclusione, le accise sono aumentate, così i ricchi pagano di più. E i poveri? Pure!

Diciamo che, riguardo all’immigrazione irregolare, Giorgia, diciamolo, non ha mantenuto le promesse. Lo certifica il Ministero dell’Interno2 nel grafico che illustra la situazione degli sbarchi negli anni 2021 (67.477), 2022 (105.131) e 2023 (157.652). Diciamolo: che fine ha fatto il blocco navale lungo le coste nord africane per impedire gli sbarchi sul nostro territorio? Diciamo che, nel corso della campagna elettorale per le elezioni politiche del 25 settembre 2022, Giorgia aveva promesso d’impedire gli sbarchi. Promessa non mantenuta. Diciamo anche che gli sbarchi nel 2024 sono stati circa 66.000, così anche nel 2025. Cosa diceva Giorgia? Diciamolo! «Primo, blocco navale davanti alle coste della Libia, secondo, le navi delle O.N.G. che violano i confini italiani, si, vanno affondate». Diciamolo che la magistratura, che si limita ad applicare la legge, non ha alcuna responsabilità se l’obbrobrio giuridico dei centri italiani in Albania non ha funzionato e non “fun-zio-ne-rà”. Diciamo, e diciamolo forte, che il danno economico, pari a 650 milioni di euro di risorse pubbliche, l’hanno pagato i cittadini. Il popolo, quello delle borgate, compresa la Garbatella, che non vive in ville con piscina. Per carità, a tutti piacerebbe svegliarsi la mattina e immergere il proprio deretano nell’acqua dipinta di blu, magari sorseggiando una spremuta d’arancia. Sarebbe soddisfacente anche per quei 5,7 milioni d’italiani che vivono in povertà assoluta3 , solo che loro hanno priorità di vita diverse dalla grande casa padronale, ad esempio il cibo, anche per i propri bambini. Diciamo allora che l’ex Presidente dell’Uruguay, recentemente scomparso, José Alberto Mujica Cordano (Pepe Mujica), non empatizzava con i cittadini con le sole parole, ma facendo della sobrietà uno stile di vita:«Sembra che dobbiamo strapparci l’anima per prestare un’auto o dare una mano a un senzatetto, accogliere un cane o dargli da mangiare! Non ho mai visto un mondo più spietato di questo. Ho nostalgia di quella gioventù dal cuore aperto, generoso, che pur sbagliando, donava tutto e non tratteneva niente per sé»4. Diciamolo, allora, che con 650 milioni di euro si poteva essere molto generosi, nei confronti di ogni essere che respira, a prescindere dai confini di Stato. Lo so, Giorgia, il mondo umano è complesso e si perde giornalmente davanti alle realtà più semplici, ignorandole, cancellandole, anche attraverso atti normativi. E che dire di Almasri, già assicurato alla giustizia dalla polizia italiana, ma riaccompagnato a casa con l’aereo di Stato atterrato tra il giubileo dei suoi sodali? Diciamo anche che Giorgia dimentica oggi quello che ha promesso ieri. Dite di no? Eppure nel 2017, nel corso di un comizio disse che «500.000 immigrati in 3 anni è un’invasione pianificata e voluta, si chiama sostituzione etnica e noi non la consentiremo». Dopo qualche anno, divenuta Presidente del  Consiglio, siamo nel 2025, afferma:«Il Governo ha approvato un nuovo decreto flussi per il prossimo triennio, 2026-2028, che prevede una quota massima disponibile di circa 160.000/165.000 ingressi regolari l’anno, dei quali bisogna ricordare che la gran parte sono lavoratori stagionali». Quindi, diciamo che, se la matematica non è un’opinione, 165.000 x 3 è uguale a 495.000; Giorgia, è un’invasione pianificata e voluta, una sostituzione etnica, o entrambe le cose?

Diciamo a Giorgia che il suo mondo, quello che racconta sempre senza contraddittorio, non esiste ed è frutto di creatività. Giorgia, dove sono i mille euro con un click? Dicevi, diciamolo, «che l’Italia versa in una condizione drammatica, oggi è il 28 di marzo (2020), fine mese, e ci sono decine di migliaia di famiglie che non hanno i soldi neanche per comprare da mangiare. Una civiltà come a nostra non si può permettere le scene di disperazione che stiamo vedendo moltiplicarsi su tutto il nostro territorio nazionale. Bisogna intervenire, e intervenire subito. Il governo ha varato le norme sulla cassa integrazione e sul sostegno ai lavoratori autonomi, ma non si conoscono i tempi in cui le risorse verranno erogate. La burocrazia rischia di essere incompatibile con i diritti e con la fame delle persone. Allora la proposta di fratelli d’Italia, proposta che dettaglieremo nelle prossime ore al governo e che invieremo al governo, è la seguente: mille euro subito sul conto corrente di qualunque italiano ne faccia richiesta, compilando un semplice modulo presso la banca nella quale aveva il conto corrente o l’ufficio postale nel quale ha il conto corrente, sul quale riceveva lo stipendio o gli introiti da lavoro autonomo. Va fatto oggi! Come lo Stato con un click ti preleva i soldi dal conto corrente se non paghi le multe, come lo Stato con un click ti blocca il conto corrente se sei un’azienda considerata non in regola, così lo Stato con un click, difronte ad una situazione drammatica come quella nella quale ci troviamo deve dare una mano alle famiglie e alle imprese. Va fatto immediatamente. Stabiliremo poi, se chi ha preso i soldi, quando, se dovrà restituirsi rateizzando, se sarà stato una donazione da parte dello Stato, se qualcuno ha truffato lo Stato chiedendo qualcosa di cui non aveva diritto. Noi chiediamo che ci sia un’unica condizione per chi chiede questi soldi, non avere più di duemila euro sul conto corrente dal 27 di marzo. Tutte le persone che dal 27 di marzo non avevano più di duemila euro sul conto corrente possono chiedere questi soldi allo Stato e lo Stato li deve dare oggi stesso, massimo domani. Questa proposta manderemo al Governo, speriamo di essere ascoltati». Diciamolo Giorgia, quante belle parole, quanta generosità, quanto ardore comunicativo. Mille euro con un click! Che bella la villa al Torrino, con un click. Diciamo Giorgia, l’empatia è “u forte tuo”, a chiacchiere. Quei 5,7 milioni d’italiani che vivono in povertà assoluta, sono sempre li, attendono il click. Giorgia, adesso sei il Capo del Governo, coraggio, vai col click. E le pensioni minime? Un aumento di 3 euro al mese per il 2026 non è una mancanza di rispetto per chi vive in condizioni d’indigenza? Il click che fine ha fatto? Diciamolo a questi cittadini, diciamoglielo Giorgia, che avere pari dignità non è un’illusione per allocchi.

Giorgia, diciamolo che la legge Fornero l’hai inasprita. Ma non dovevi modificarla o, addirittura, abrogarla? Non hai sottoscritto un patto elettorale con quelli che urlavano contro Roma ladrona, al cui capo prudono le mani solo a sentire il nome della Professoressa? Sentiamolo:«Sono un pacifista e un non violento, ma quando mi dicono Fornero mi incazzo come una bestia e mi prudono le mani. Elsa se ci se batti un colpo, altrimenti anche se non ti fai vedere per noi è lo stesso perché ti cancelliamo con un tratto di penna». Gli stessi che ora siedono beatamente a palazzo Chigi e tra gli scranni di Palazzo Madama e Montecitorio, compreso lo spernacchiato, che aveva promesso l’abrogazione della legge Fornero alla prima riunione del Consiglio dei Ministri. Diciamolo, Giorgia, che i problemi della previdenza non si risolvono con gli slogan elettorali, diciamoci anche che la legge Fornero l’hai consolidata e inasprita, innalzando l’età utile per andare in pensione, scoraggiando il pensionamento anticipato e ignorando le pensioni minime con aumenti inferiori all’inflazione. Cosa dicevi sulle pensioni? Ecco un piccolo riassunto:«bisogna consentire a chi ha 60 anni di età e 41 anni di contributi, la cosiddetta pensione d’anzianità. Non si può adeguare automaticamente l’età pensionabile all’aspettativa di vita. Se vuoi adeguare, quindi alzare l’età pensionabile, la politica ci deve mettere la faccia e si deve prendere la responsabilità, non si fa con un automatismo che riguarda la politica»; ed ancora, «Se noi diciamo che vogliamo abolire la le legge Fornero perché il sistema è ancora discriminatorio, io sono d’accordo». La responsabilità, però, diciamolo, è sempre degli altri, «di anni di lassismo che non sono facili da cancellare» e dei giudici, comunisti, sempre pronti a remare contro il governo. Giorgia ti ricordi cosa dicevi? Correggimi se sbaglio: «Perché la politica è un fatto di idee, è un fatto di visione del mondo, di accordi e compromessi che non vuol dire tradire. Una cosa è scendere a compromessi, una cosa è andare davanti agli italiani e dire: io vi chiedo il consenso di fare A, B e C,  e poi fare finta che non si siano fatte delle promesse, perché le promesse sono la base della democrazia. Cioè il rapporto tra rappresentante e rappresentato esiste se io sono vincolato alle promesse che faccio. Altrimenti stò fregando la gente, e questo secondo me non si deve fare». 

Parliamo, infine, di politica fiscale. Bello quanto sedevi sui banchi dell’opposizione e parlavi di presunta lotta all’evasione fiscale:«perché ancora una volta noi abbiamo uno Stato che finge di combattere l’evasione ma in realtà fa caccia al gettito. Ancora una volta noi abbiamo uno Stato che fa il debole con i forti e il forte con i deboli, ancora una volta noi abbiamo uno Stato che se la prende con gli scontrini dei bar, quando la vera evasione fiscale sta da tutt’altra parte e tutti fanno finta di niente. Vogliamo dircelo dove sta l’evasione fiscale? Frodi carosello, 28 miliardi di euro l’anno, non c’è niente in questa manovra. La vergogna delle multinazionali che ti spostano la sede legale fuori dai confini nazionali, altri quasi 30 miliardi di euro. Non c’è niente. Vogliamo parlare della web tax al 3%, (sottolinea) al 3%, a gli facciamo pagare il 3%? Che al primo ricorso, oltretutto quella roba li salta.  L’ha fatta fratelli d’Italia una proposta giusta su questo tema, era il principio dell’imposta di bollo, ti tasso sul numero degli accessi che hai. Ma certo che non ci andiamo a pestare i piedi ai grandi colossi del web. No li stiamo zitti. Vogliamo parlare degli extracomunitari, dei cinesi che aprono e chiudono centinaia d’imprese senza versare un’euro allo Stato italiano. Noi l’abbiamo fatta anche qui una proposta, che ci vuole? Un deposito cauzionale per gli extracomunitari che vogliono aprire qui, non devi pagare di più ma voglio avere la garanzia che paghi. Bocciato, perché c’è un caso per cui anche per la sinistra vale il principio prima gli italiani, quando si pagano le tasse. Di quello vi vergognate, di celebrare il centenario del partito comunista invece siete contenti, beh non è la nostra manovra e noi non la voteremo e facciamo un appello agli imprenditori, ai professionisti, ai lavoratori, a chi vuole lavorare e non vuole la paghetta di Stato, tenete duro sta per arrivare un nuovo governo che ridarà all’italiana voglia di pensare in grande. Grazie (dicembre 2019)». Giorgia, erro o la pressione fiscale, considerando le misure introdotte nel 2025, è salita al 42,8%? Non era una proposta di Giorgia Meloni (anno 2013-2014) quella di modificare l’art 53 Cost. e per fare in modo che la pressione fiscale non potesse superare il 40% del prodotto interno lordo? Con il Tuo Governo, Giorgia, la pressione fiscale è la più alta mai raggiunta negli ultimi 10 anni. E’ bastato un click. E la web tax? L’hai estesa anche elle imprese che, pur non essendo globali, operano attraverso il web per vendere beni e servizi. E le frodi carosello? Hai risolto il problema o continuano beatamente a frodare il fisco? La seconda che ho detto? Immaginavo!

 

1 – https://www.fratelli-italia.it/wp-content/uploads/2022/08/Brochure_programma_FdI_qr_def.pdf – sabato 17 gennaio 2026 ore 8.38 (download su “scarica il programma in PDF”, esito:” La pagina non può essere trovata. Sembra che non sia stato trovato nulla in questa posizione”.)

2- https://www.integrazionemigranti.gov.it/AnteprimaPDF.aspx?id=6051 – sabato 17 gennaio 2026 ore 9.42.

3 – https://www.istat.it/comunicato-stampa/la-poverta-in-italia-anno-2024/ – lunedì 19 gennaio 2026, ore 9.52.

4 – Jose “Pepe” Mujica, Non fatevi rubare la vita, a cura di Cristina Guarnieri, Lit Edizioni Srl, Roma, 2019, pag. 40.

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