Pietro, il teista – Ragione, l’illuminista (terza parte)
Riassunto – Ragione vive insieme ad altri animali, umani e non umani, su un’isola circondata da acque cristalline e immersa nella natura. Un giorno, all’orizzonte, vede una barca che si dirige verso la spiaggia, al timone del legno c’è Pietro. Giunto sulla battigia viene accolto da Ragione, che gli offre vitto e alloggio e lo accompagna a visitare l’isola. Pietro, ritenendo di fare una «cosa buona e giusta», parla del suo Dio a Ragione.
Pietro: Sono contento che tu abbia riposato. Ti preparo un caffè?
Ragione: Grazie, lo prendo molto volentieri. Dopo, se ti va, prima di cenare andiamo a fare una lunga passeggiata. Mi sbaglio o sento un piacevole e inteso profumo di funghi e patate al forno?
Pietro: Sono contento che tu abbia riposato. Ti preparo un caffè?
Ragione: Grazie, lo prendo molto volentieri. Dopo, se ti va, prima di cenare andiamo a fare una lunga passeggiata. Mi sbaglio o sento un piacevole e inteso profumo di funghi e patate al forno?
Pietro: No, non ti sbagli, mentre dormivi ho fatto un giro nel bosco e ho raccolto circa tre chili di cardoncelli. Maria, la mia domestica tuttofare, li sta cucinando.
Ragione: Maria, che bella donna. Intelligente, giovane e con una silhouette invidiabile. E’ un piacere dialogare con lei.
Pietro: E’ vero, in lei si uniscono intelligenza e bellezza, costituendo un’armonia insuperabile.
Ragione: Quando ci parlo sento una forte emozione, qualcosa che stento a spiegare.
Pietro: Dio suscita in noi “il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore” (Fil 2,13). Se la tua emozione è pura non può che venire da Dio.
Ragione: Dio? Spiegare ogni cosa con la prospettiva della fede è riduttivo e limita la conoscenza. Le emozioni sono risposte biologiche, involontarie, legate a stimoli esterni e/o interni. La gioia, ma anche la rabbia, la paura, la tristezza, ed altre, sono strumenti che ci aiutano a decodificare la realtà. Io parlo abitualmente con decine di donne, e molte di queste attivano il mio sistema biologico. Ora, secondo la tua affermazione, ogni volta Dio è li a suscitare in me piloerezioni. Non trovi che tutto ciò sia estremamente infantile? E poi, spiegami, come faccio a capire se l’emozione che provoca in me la presenza di Maria è pura o impura? Spero che la tua risposta non sia legata a ciò che io penso e desidero, perché in tal caso so già dove vuoi andare a parare. Evita!
Pietro: La risposta è semplice, tutto ciò che è involontario non è peccato.
Ragione: Continui a misurare le vicende umane col metro del peccato. Se desidero una donna perché lei suscita in me forti emozioni, sulle quali fantastico volontariamente, alimentandole, non commetto alcunché. Il pensiero è l’unica vera libertà che possediamo, assolutamente inattaccabile. Anche quando manifesto il mio pensiero, e lo faccio nel rispetto dei limiti previsti dalla legge, non ledo i diritti di alcuno. Suscitare inutili sensi di colpa con lo scopo di esercitare potere e dominio psicologico sul prossimo è un crimine contro l’umanità.
Pietro: Il Vangelo di Matteo è esplicito: «Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore» (Mt 5,28).
Ragione: Questa è una pericolosa follia, un’affermazione insensata che intende limitare la libertà anche nel desiderio non manifesto. E’ proprio a causa di affermazioni come queste che il vostro Dio, che sostenete essere misericordioso e onnisciente, diviene un giudice implacabile. Io sono libero di desiderare ciò che voglio, la legge non pone limiti al mio pensiero, o lo condanna, qualsiasi esso sia. Il giudice valuta il fatto, senza il quale il pensiero è irrilevante. Al pensiero non consegue un danno o un pericolo, ed è insignificante che esso sia doloso, colposo o preterintenzionale, rimane solo un complesso e privato impulso elettrochimico tra miliardi di neuroni. Nessuna legge, neanche quella della tua divinità, pò limitare il pensiero, in ogni sua forma o esplicazione interna.
Pietro: Il nono Comandamento, che io rispetto pedissequamente, impone di non desiderare la casa del tuo prossimo, la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga ad altri. Secondo la tradizione catechistica cattolica, il nono comandamento proibisce la concupiscenza carnale; il decimo la concupiscenza dei beni altrui. Il Battesimo conferisce a colui che lo riceve la grazia della purificazione da tutti i peccati. Ma il battezzato deve continuare a lottare contro la concupiscenza della carne e i desideri disordinati. Con la grazia di Dio giunge alla purezza del cuore: mediante la virtù e il dono della castità, perché la castità permette di amare con un cuore retto e indiviso; mediante la purezza d’intenzione che consiste nel tenere sempre presente il vero fine dell’uomo: con un occhio semplice, il battezzato cerca di trovare e di compiere in tutto la volontà di Dio; mediante la purezza dello sguardo, esteriore ed interiore; mediante la disciplina dei sentimenti e dell’immaginazione; mediante il rifiuto di ogni compiacenza nei pensieri impuri, che inducono ad allontanarsi dalla via dei divini comandamenti.
Ragione: Scusami Pietro, senza offesa, però continui a ripetere in modo meccanico e acritico ciò che ti hanno insegnato. Desiderare è meraviglioso, è liberatorio, non ha limiti, è irreale e innocuo, è appagante perché nutre le fantasie e le emozioni, ci spinge a migliorarci. La ragione, non la religione, è lo strumento del quale l’uomo si avvale per comprendere se, come e quando, quel desiderio potrà essere realizzato. C’è un solo limite, il rispetto delle norme giuridiche. Quando sostieni la purezza dello sguardo interiore ed esteriore, la lotta contro la concupiscenza della carne e la disciplina dei sentimenti e dell’immaginazione, oltre ad altre simili sciocchezze, mi aspetto affermazioni del tipo: la donna che possiede un gatto nero è una strega e deve essere arsa viva.
Pietro: Quindi ritieni corretto pensare a Maria come oggetto del desiderio?
Ragione: Definirla un oggetto è offensivo nei suoi confronti e verso tutto il mondo femminile. Probabilmente ricordi le parole vergognose di Paolo di Tarso: «Le donne nelle assemblee tacciano, perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea. (1 Cor 14,34-35); «La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare, né di comandare all’uomo» (1 Tim 2,11-14). Voi vedete il mondo femminile attraverso la vagina, ma non ho ancora capito perché vi disturba tanto, di cosa avete paura. Quello che io penso e desidero, appartiene alla mia sfera privata, non riguarda nessuno se non me stesso. Maria è una persona libera, ed il mio pensiero non aggiunge o toglie niente alla sua libertà o dignità. Per me è un essere umano e come tale lo rispetto.
Pietro: Maria non deve essere parte dei tuoi pensieri impuri, non hai diritto di usarla per compiacerti.
Ragione: Pietro, stai superando il limite, adesso pretendi di leggermi nel pensiero? Coraggio, cambiamo argomento, fai un bel respiro a andiamo a fare una passeggiata. Raccontami come hai conosciuto Maria.
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