Pietro, il teista – Ragione, l’illuminista (prima parte)
Ragione vive insieme ad altri animali, umani e non umani, su un’isola circondata da acque cristalline e immersa nella natura. Un giorno, all’orizzonte, vede una barca che si dirige verso la spiaggia, al timone del legno c’è Pietro. Giunto sulla battigia viene accolto da Ragione, che gli offre vitto e alloggio e lo accompagna a visitare l’isola. Pietro, ritenendo di fare una «cosa buona e giusta», parla del suo Dio a Ragione.
Pietro: Quest’isola è bellissima, tutto ciò che ci circonda è meraviglioso, tutto è sorretto da un’equilibrio perfetto. Pensi che il mondo sia frutto del caso o l’opera di una mente creatrice?
Ragione: Ritengo valida la teoria scientifica del Big Bang, non c’è alcuna prova dell’esistenza di una mente creatrice.
Pietro: Il creato prova l’esistenza di Dio.
Ragione: – Pietro, se tu vuoi parlarmi del tuo Dio devi prima dimostrarmi che esiste. Non puoi limitarti ad affermare che Lui ha creato l’universo.
Pietro: – No Ragione, sei tu che devi dimostrarmi che Dio non esiste.
Ragione: Non sono io ad affermare che Dio esiste o non esiste, sei tu a volermi far credere che esiste un Dio, quindi, per farlo devi darmi la prova della sua esistenza. Se pretendi di affermare l’esistenza di Dio senza prove, io posso negare la tua affermazione nel medesimo modo.
Pietro: Le cose del mondo e dell’universo non possono non avere un’origine, che è Dio, «creatore del cielo e della terra e di tutte le cose visibili e invisibili».
Ragione: La tua ipotesi è suggestiva ma priva di supporto probatorio. Ma supponiamo che Tu dica il vero, allora, se tutto ha un’origine, anche Dio deve averla. Chi ha creato Dio?
Pietro: Dio è sempre esistito.
Ragione: Anche il mondo può essere sempre esistito. Puoi dimostrare che Dio è la Causa Prima? Se tutto deve avere una causa, allora anche Dio deve averla. Tu stai solo immaginando che tutte le cose originano da Dio, ma non dimostri che Dio esiste e qual è la sua causa.
Pietro: Puoi conoscere Dio attraverso la ragione per mezzo delle cose che ha creato.
Ragione: Ti ho già risposto, l’universo non dimostra l’esistenza di Dio. La tua ipotesi non ha fondamento e contrasta con la ragione perché non citi evidenze dimostrabili.
Pietro: Dio ci parla attraverso i profeti, i testi sacri e la natura. Bisogna aprirsi a Lui per conoscerlo.
Ragione: Quando tutto era un mistero l’immaginazione era la padrona della mente umana. Dovrei credere che Dio esiste perché dei presunti profeti hanno affermato di aver «parlato» con lui?
Pietro: San Tommaso d’Acquino ha dimostrato razionalmente l’esistenza di Dio attraverso cinque argomenti logici.
Ragione: Tutti confutati. Le prime tre «vie» sostengono la medesima cosa partendo dal presupposto, illogico e arbitrario, che Dio sia esente da tale processo. Mi riferisco ai seguenti argomenti a posteriori, basati sull’esperienza del mondo: «il motore immobile», «la causa incausata» e «l’argomento cosmologico». Ma anche se ipotizzassimo l’esistenza di un Dio, quali sono le prove che dimostrano la sua onnipotenza, onniscienza e bontà?
Pietro: Gli esseri umani sono buoni e cattivi, quindi non possono essere perfetti. Dovrà pur esistere, allora, un essere perfetto che sia il massimo grado della perfezione. Questo essere noi lo chiamiamo Dio.
Ragione: Questo è “l’argomento dei gradi”, citi nuovamente Tommaso d’Acquino. Ora, è vero che noi osserviamo che le cose del mondo non sono tutte uguali, ma hanno diversi livelli di bontà e perfezione che giudichiamo confrontandoli con il massimo grado. Però, affermare che siccome gli esseri umani sono buoni e cattivi, e che esprimendo un giudizio su di loro bisogna riconoscere l’esistenza di un essere perfettessimo quale parametro di perfezione, è una sciocchezza. Ti faccio un esempio. Se confronto degli esseri umani in base al loro olezzo, e prendo come riferimento un grado di fetore perfettissimo, devo dedurre che esiste il massimo grado di puzza, un essere che puzza alla perfezione. Questo sudicione perfetto lo chiamiamo Dio? Ergo, se sostituisco la bontà con il fetore o con qualsiasi altra cosa, ottengo il medesimo assurdo risultato.
Pietro: Il mondo è talmente complesso che suggerisce l’idea di un disegno organizzato. Se pensi all’universo e agli equilibri che reggono il progetto, capisci che non può essere frutto del caso, tutte le cose hanno uno specifico fine. C’è un’intelligenza superiore che regge il disegno e lo porta verso il fine. Questo è Dio.
Ragione: Tommaso d’Acquino errava, la complessità del mondo non dimostra l’esistenza di Dio. Questo è l’argomento preferito dai creazionisti, ma «l’origine della specie» dimostra altro. Si è fatto tardi, riprenderemo l’argomento più tardi. Andiamo a pranzo.
Richard Dawkins, L’illusione di Dio- Le ragioni per non credere, Mondadori Libri S.P.A., Milano, 2024, pag. 76-78
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